Istituto Comprensivo di Martinengo
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Un nodo blu contro il bullismo

 

Noi diciamo NO AL BULLISMO!

Il bullismo è una forma di comportamento nota da sempre; ma se ne cominciò a parlare esplicitamente solo a partire dal 2006, con la diffusione di YouTube, sul quale venivano caricati e condivisi filmati e video di atti di bullismo.

Il termine bullismo è la traduzione italiana del verbo ” bullying”, utilizzato per designare i comportamenti con i quali un singolo o un gruppo esercita un’azione ripetuta nel tempo di prevaricazione e prepotenza nei confronti di una vittima predestinata, distinto dal normale conflitto che talvolta si svolge tra bambini e adolescenti ( zuffe, offese verbali e dispetti isolati).

Gli aspetti che contraddistinguono un bullo sono l’intenzione di far male, la continuità delle sue azioni e il suo maggior “potere” rispetto alla sua vittima, ma soprattutto la sua viltà. Questo orrore si manifesta sotto forma di violenza fisica e verbale, ma la più atroce è la violenza psicologica, che lascia segni permanenti nell’anima delle vittime.

Oggi molto diffuso è il cyberbullismo, che consiste nel condividere e diffondere  per mezzo di internet filmati, messaggi minacciosi e offensivi.

Oggi, 7 febbraio 2017, una voce contro il bullismo si è alzata anche presso la nostra scuola statale secondaria Pinetti di Martinengo. Tutti, ma proprio tutti, tra studenti, Professori, Dirigente e collaboratori scolastici, hanno partecipato vivamente dicendo ” STOP AL BULLISMO” indossando il colore blu che contraddistingue questa giornata per ricordare tutte le vittime.

Inoltre tutti noi ragazzi abbiamo formato un nodo blu, nel cortile della scuola,  simbolo della lotta contro il bullismo.

In tutte le classi dell’istituto si è discusso della lotta contro il bullismo per educarci su questo triste fenomeno.

Per comprendere un bullo, bisogna partire dalla sua infanzia, quando i suoi impulsi non si sono trasformati in emozioni, fino ad evolversi in sentimenti a causa della mancata considerazione da parte dei genitori e di chi gli sta intorno. Ma come l’impulso si trasforma in sentimento? Per esempio, gli antichi li imparavano dalle storie mitologiche, oggi noi dalla letteratura, dai libri, ma se questi non vengono letti e la scuola disamora da questi scenari, i sentimenti non si formano; ed ecco che non si distingue il bene dal male.

Le vittime, dalla loro parte, si sentono oppresse, hanno paura, trattengono il fiato apposta per non far rumore e si fanno il cuore piccolo.

Ciò che ci spaventa non è soltanto la violenza dei cattivi, ma l’indifferenza dei buoni.

Noi guardiamo i bulli e non ci fanno paura. Soltanto tanta pena. Speriamo che un giorno la vita li sorprenderà davanti a uno specchio, costringendoli a vedere che siamo tutti sul medesimo albero. Anzi, che siamo l’albero e chi incendia un ramo diverso dal proprio sta solo incendiando se stesso.

Agli insegnanti e ai genitori: avete tutto sotto i vostri occhi. Occorre solo la voglia di guardare, di vedere davvero. E ai ragazzi e alle ragazze che vivono quest’inferno  diciamo: ” PARLATE, DENUNCIATE, CHIEDETE AIUTO!”.

Paola Lefosse ed Elisa Vecchierelli

Classe 3D

 

Nel plesso della Scuola primaria di Ghisalba è stato mostrato agli studenti il video qui riportato

 

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